La Nullità della Famiglia del Conte – Capitolo 109 – Spaventoso (2)

Cale si guardò intorno, facendo finta di essere un passante qualsiasi.

“Cosa succede?”

Uno degli individui incappucciati si alzò in piedi per chiedere al compagno, che era scattato in avanti e aveva fatto cascare la sedia.

“Lasciami… lasciami andare!”

Il secondo alzò la voce, che si diffuse nel ristorante, e Cale pensò di poterne scorgerne l’ansia sul volto coperto dal cappuccio.
Cale alzò lo sguardo verso il soffitto.

  • Umano, sto girando in cerchio!

A quanto pare Raon stava volando vicino al soffitto in cerchio. Cale abbassò lo sguardo e osservò il ristorante. Le delicate e pallide mani dell’individuo, che Cale presupponeva essere un elfo, stavano tremando.

“…Oh cielo!”

L’individuo, che aveva forse già incontrato un drago in passato, fece lentamente qualche passo in avanti. Il volto nascosto dal cappuccio del mantello guardava prima a destra e poi a sinistra.

Pow. Pow.

L’elfo di mezza età finì addosso agli altri clienti mentre camminava.

“Ma che…?”
“Che diamine?”

L’elfo ignorò tutto. No, era quasi come non potesse dire niente a causa dello shock. Gli altri individui incappucciati si scusarono con tutti mentre gli andavano dietro.

Cale era nervoso.

‘Non venire qui.’

Usò la sua visione periferica per osservarlo. Allo stesso tempo, Cale picchiettò con il dito sulla spalla di Hans. Non sapeva di cosa Hans stesse parlando con il proprietario della locanda, ma quello era un chiaro segnale che gli diceva di sbrigarsi.

  • Umano, fino a quando devo girare in tondo? Continuerò a farlo!

Raon pareva emozionato, sembrava gli piacesse volare in quel modo. Cale ignorò l’eccitazione del drago che adesso aveva cinque anni.

‘Gli elfi oscuri hanno un legame con il Principe ereditario e siamo gli unici a conoscenza della loro esistenza, quindi sarebbe difficile fare finta di niente con loro.’

Ma doveva negarlo il più possibile in quella situazione.

Il romanzo, [La Nascita di un Eroe], descriveva in una sola frase quanto gli elfi riverissero i draghi.

< Gli elfi gioirebbero dopo aver visto un drago sbattere le ali una volta. >

Non c’era nient’altro da aggiungere. Gli elfi oscuri erano probabilmente tre volte meglio di un normale elfo quando si trattava di avere a che fare con i draghi. Se Raon avesse sbattuto le ali una volta, quello avrebbe fatto crollare a terra gli elfi dalla gioia.

‘Che pensiero orribile.’

Ma l’espressione di Cale si fece viavia sempre più tesa.

‘Perché sta venendo da questa parte?’

‘Raon non è nemmeno qui.’

Il cuore di Cale iniziò a battere velocemente.

In quel momento, Cale sentì una voce che attendeva con ansia.

“Signorino-nim!”

Hans vide un sorriso radioso sul volto di Cale quando lo chiamò.

“Sì! Hans!”

Hans non aveva mai visto Cale così felice di vederlo. Aveva un sapore amaro in bocca, ma continuò comunque a dire quello che doveva.

“Le stanze buone sono solo al terzo piano o più in alto, vi va ben-”
“Benissimo.”

Il tono di Cale lasciava intendere in modo chiaro che volesse dirigersi in fretta in camera. Hans si voltò subito per continuare a parlarne con il locandiere dopo aver recepito il messaggio.

“Vi andrebbero bene tutte le camere speciali al terzo piano?”

Cale poteva adesso scappare e sparire al terzo piano non appena Hans rispose alla domanda del locandiere.

“Signorino-nim, dove state andando?”
“Al terzo piano.”

Cale si stava già dirigendo verso le scale al terzo piano. Choi Han lo seguì con una strana espressione sul volto. Pensava che Cale fosse molto stanco, visto che gli sembrava teso.

  • Umano, dove stai andando senza di me? Sei pallido! Sei malato? Dovrei venire da te?

‘No, non venire. Per favore, non venire qui.’

Cale scosse la testa con cautela prima di salire uno scalino. Fu in quel momento.

Sentì qualcosa alle sue spalle.

“Ah, signore, siete ubriaco? Perché continua a finire addosso alle persone?”
“Sono davvero dispiaciuto. Di solito non è così.”

Sì, era proprio alle sue spalle.

Cale sentì qualcosa finirgli addosso da dietro nello stesso momento in cui li sentì. Cale stringe la presa sulla ringhiera delle scale.

‘Perché sta venendo verso di me quando ha un Elementale?’

Cale lo trovava strano. L’Elementale avrebbe dovuto riconoscere Raon, che stava volando in cerchio, quindi perché l’elfo si stava dirigendo verso di lui? L’odore di Raon gli era forse finito addosso perché gli stava sempre appiccicato?

Cale fece velocemente un altro scalino.

“Scusatemi…”

Cale sentì la pelle d’oca sulla schiena mentre la voce proveniva proprio alle sue spalle. Doveva voltarsi? Il pensiero che aveva per la testa era quello di essere circondando da elfi che veneravano Raon, mentre non poteva fare niente che accucciarsi, incredulo. Qualcosa accadde mentre continuava a preoccuparsene.

“Chi sei?”
“Cosa vuoi?”

Choi Han e Ron si misero in mezzo tra l’individuo incappucciato e Cale. Cale iniziò a sorridere.

‘Giusto. Avevo loro.’

Cale si voltò lentamente.

Vide l’elfo bloccato da Choi Han e Ron ai piedi delle scale.

Non riuscì a scorgere le orecchie peculiari degli elfi, ma vedeva bene i suoi occhi da sotto il cappuccio leggermente sollevato. Cale ne incrociò lo sguardo e iniziò a parlare.

“Cosa vuoi?”

L’elfo trasalì mentre un suo compagno che lo stava inseguendo lo afferrò per il braccio.

“Ahjussi! Perché ti stai comportando così?”*

Cale riuscì a scorgere uno scorcio del volto dell’elfo arrivato dopo.

‘Ma che…’

Non era perché l’elfo era estremamente bello al punto che tutti gli altri sembrassero delle zucche. Era perché aveva una cicatrice a forma di Z vicino agli occhi.

‘Perché è qui?’

Era il Guaritore, Pendrick.
Era conosciuto per essere il più affascinante tra tutti gli elfi.

Cale voleva già tornare a casa. La sua mente era un completo disastro.

‘Quale elfo Pendrick chiamerebbe ahjussi e con cui viaggerebbe?’

Era difficile sfruttare i tratti del viso perché il romanzo descriveva tutti gli elfi come bellissimi. Conosceva il capo e Pendrick perché entrambi erano descritti nel dettaglio, ma il resto degli elfi non poteva essere distinto in questo modo.

L’elfo che aveva fermato Cale non demorse al richiamo di Pendrick e si agitò, mentre guardava verso di lui.

“Q-Quell-”

L’elfo iniziò a parlare con voce tremante.

“C-Credete nel mana?”

Cale pensò che l’elfo gli stesse chiedendo se fosse religioso. Iniziò a ridere per il nervosismo. L’elfo di mezza età trasalì vedendo il ghigno sul suo volto. Quell’atteggiamento rilassato e quegli occhi crudeli che guardavano dal basso verso l’alto chiunque se non se stesso.

Era lo stesso sguardo di un drago.

‘La sensazione di un drago che sta volando.’

Non vi era modo che un drago potesse volare in cerchio in quel modo. L’elfo era sicuro che Cale stesse usando la sua aura e la stesse facendo girare per divertirsi con le forme di vita nel ristorante. Era qualcosa che un drago avrebbe fatto.
Se quello era il caso, allora vi era solo una persona che potesse essere il drago.

‘Quella persona ha addosso la fragranza della natura più intensa.’

Vi erano molti individui forti in quel ristorante. Tuttavia, la fragranza della natura era diverso dalla forza. La mano dell’elfo di mezza età iniziò a tremare. Gli elfi erano i più vicini alla natura dopo i draghi. Ecco perché erano molto più sensibili al mana degli elfi oscuri.

‘C’è una fragranza di vento, legno e acqua. Un umano non può possederli tutti.’

L’elfo di mezza età iniziò a riflettere. Non vi era modo che un umano potesse trovare diversi poteri antichi di differenti attributi. Gli umani erano fortunati a trovarne anche uno solo in tutta la loro vita.
Vi era solo un’esistenza in grado di sprigionare una fragranza della natura di tale intensità.

Doveva essere un drago.
Ma non osava dirlo ad alta voce.

‘Se solo il mio Elementale fosse qui con me adesso!’

Se il suo Elementale fosse stato con lui, e non lo avesse lasciato al villaggio, l’avrebbe potuto sapere per certo.
L’elfo di mezza età se ne lamentò, ma non poteva richiamarlo. Stava lavorando sodo nel villaggio al suo posto.

Tuttavia, l’elfo non sapeva che lì si trovava un umano dai diversi poteri antichi di differenti attributi che però non aveva avuto bisogno della fortuna per ottenerli.
Il proprietario di quei poteri antichi, Cale, rispose in modo impassibile.

“Non credo in qualcosa come il mana.”

Un drago avrebbe risposto che credeva nel mana. Tuttavia, Cale disse che non ci credeva.
Cale guardò l’elfo dritto negli occhi e chiarì la sua posizione.
L’elfo abbassò lentamente lo sguardo.

“…Agirò come desiderate.”

‘Mm? La sua risposta è strana?’

Cale trovò strano che l’elfo stesse inchinando la testa in modo rispettoso.

‘Agire?’

Cale iniziò a sentirsi strano.

Ma non poteva di certo dire ‘Non sono un drago, sono umano’. Cale si domandò perché un elfo, che doveva avere un Elementale con sé, si stesse comportando in quel modo.

“Ahjussi, cosa sta succedendo?”
“Non è niente. Dobbiamo solo fare quello che stavamo già facendo.”
“Uh? Non è ovvio?”
“Sì.”

Cale osservò l’elfo di mezza età chiacchierare con Pendrick e iniziò a sorridere. L’elfo di mezza età era decisamente molto bello. L’elfo guardò verso Cale mentre continuava a parlare.

“Dobbiamo solo occuparci dei nostri impegni in modo discreto.”

‘Perché lo stai dicendo guardandomi?’

Cale era nervoso e iniziò a imbronciarsi. Quello fece trasalire l’elfo prima che questi si inchinasse a novanta gradi.

“Mi dispiace di avervi disturbato. Fingerò di non conoscervi in futuro, signore. Spero non siate irati.”

‘…È troppo strano. Sembra proprio che mi stia trattando come se fossi un drago. Un Elementale che ha incontrato un drago avrebbe sicuramente detto a quest’elfo che sono umano. Cosa sta succedendo?’

Cale aveva un sapore amaro in bocca, ma fece il finto tonto per il momento.

“Continuiamo per le nostre strade visto che qui abbiamo finito.”

Cale gli diede le spalle, dando l’impressione di essere indifferente. Choi Han e Ron fissarono gli sconosciuti incappucciati prima di seguire Cale.

  • Umano, umano! Ti raggiungerò dopo aver girato in cerchio per altri dieci minuti! È divertente!

Raon stava volando formando un otto per aria, come un’ape. La sua velocità stava lentamente aumentando. L’elfo di mezza età cominciò a sentirsi sempre più terrorizzato percependo l’aura del drago iniziare a muoversi per il ristorante più velocemente.

“Ahjussi, cos’è successo?”
“Niente. Andiamocene subito.”

Pendrick trattenne la sua frustrazione e sospirò. Si avvicinò all’elfo di mezza età e sussurrò a bassa voce.

“Cavaliere Guardiano-nim. State bene?”

L’elfo di mezza età annuì con un’espressione seria. Era deludente, ma non poteva farci niente.

“Sì, sto bene. Andiamo. Dobbiamo aiutare il villaggio.”
“Sissignore.”

Pendrick guardò verso il tavolo con il resto del gruppo con un’espressione tesa. Gli altri si alzarono. Erano venuti nel mondo umano ma non avevano trovato nulla.

Dovevano sbrigarsi a tornare al villaggio e proteggerlo.

“Mi dispiace, ci ho rallentati. Sbrighiamoci.”

Gli elfi uscirono velocemente dal ristorante e si diressero verso la Montagna dalle Dieci Dita. Il loro villaggio, che si trovava tra quelle dieci cime dalle altezze diverse, era in pericolo.

 

***

 

La mattina presto di alcuni giorni dopo, Cale si stava arrampicando sulla terza cima della Montagna dalle Dieci Dita con Raon al proprio fianco.

“Umano! È divertente fare una passeggiata!”

‘Una passeggiata un cazzo.’

Cale si asciugò il sudore sul volto mentre usava il Suono del Vento per arrampicare rapidamente la montagna.

Quelle cime erano chiamate la Montagna dalle Dieci Dita in quanto ricordavano delle dita. Quello voleva dire che la terza e l’ottava cima erano le più alte. Quelle due cime erano così alte che solo la cima era coperta dalle nuvole, e la neve non si scioglieva fino a estate inoltrata.

‘Ma quella cima si sta sciogliendo.’

L’ultimo potere antico era il ‘Fuoco della Distruzione’.

Le altre persone non ne erano ancora a conoscenza. Quel potere antico avrebbe sciolto metà della terza cima nel giro di due settimane.

“Umano! Fa caldo! Cos’è?”
“Aigoo.”

Cale gemette raggiungendo la cima.

“Non è lava? Ne ho letto in un libro! È più caldo del fuoco nella Giungla! È un potere interessante!”

La lava apparve di fronte a Cale e Raon. Non era enorme, ma vi era una fossa di lava abbastanza estesa. Ovviamente, quella cima non era un vulcano. Tuttavia, quella lava stava sciogliendo la montagna. Percepivano l’intenso calore irradiarsi dal fuoco.
Cale però lo sentiva meno grazie all’azione della collana con l’Acqua Sopprimitrice di Fuoco, così come la Vitalità del Cuore. Osservò il centro della fossa.

“Ah!”

Non ci poteva credere. Una scultura d’oro di un maiale stava girando su se stessa in mezzo ad essa.

“Raon.”

Cale chiamò Raon, che stava fissando quello strano spettacolo di fronte a lui. Raon vide che Cale stava tenendo aperta la borsa magica davanti a sé.

“Cosa c’è, umano?”
“Dammi i soldi.”

Raon sbattè le palpebre un paio di volte prima di mettere le monete d’argento nella borsa di Cale.

Cale iniziò lentamente a sorridere. Era da un po’ che non faceva qualcosa di così liberatorio senza far del male a nessuno.

Pavoneggiare la propria ricchezza era la cosa migliore per scaricare lo stress.

“Ah… ahahah!”

Cale iniziò a ridere.

“…Umano, perché stai ridendo?”

Raon indietreggiò. Non perché Cale stesse ridendo. Era strano vederlo così, ma ne era felice. Tuttavia, quello che stava facendo era strano.

Clang, clang.

Cale afferrò una manciata di monete d’argento e le gettò nella lava.

“Umano! Sai quanti spiedini di pollo…! Quante caramelle…?! Umano, perché lo stai facendo? Dimmelo se hai qualche problema con me! Umano!”
“Ahahah!”

Cale non lo stava ascoltando. In quel momento, qualcosa di strano iniziò ad avvenire.

Ooooooooong.

Sentirono un rumore mentre le monete d’argento, che non si erano disciolte, iniziarono a galleggiare formando un passaggio.

Il proprietario precedente di quel potere antico era un avido e ricco guerriero.
Per ottenere quel potere antico era necessario il denaro.

Era davvero una sensazione stupenda, quella di spendere il denaro come se fosse acqua.

“Ahahahah!”

Cale rise di gusto come un eroe mentre continuava a gettare le monete d’argento di fronte a sé nella lava. Un cammino d’argento creato dal denaro si stava lentamente formando.

 

 

*Ahjussi è un modo per chiamare un uomo di mezza età a cui non sei imparentato.

 

 

Ellyma’s corner

Hej, you all! Sono tornata, e spero di riuscire a pubblicare più spesso!
P.s.: se qualcuno avesse voglia di unirsi a me in questa avventura, non abbiate paura di contattarmi su discord!
A presto!!

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