La Nullità della Famiglia del Conte – Capitolo 85 – Ci incontriamo di nuovo? (4)

“C-Come ha fatto questo bastardo…!”

Venion sputò di riflesso parole violente che non si addicevano a un nobile. Il cappuccio scese lento, rivelando il suo volto. Era completamente sbiancato.

Il drago nero sbatté lentamente le ali mentre gli si avvicinava.

“Perché sei così sorpreso?”

La voce, calma e bassa, raggiunse le orecchie di Venion.

“Cosa c’è? Sei in difficoltà perché non sono tutto insanguinato?”

Raon aveva un’espressione completamente indifferente dicendolo. Si avvicinò poi piano piano a Venion, mentre il suo mana nero fluttuava per aria intorno a lui.

Venion fece un passo indietro.

“Ugh!”

Schiacciò uno dei corpi dei suoi scagnozzi mentre continuava a indietreggiare.

“Venion Stan.”

Il drago stava parlando. Venion non l’aveva mai sentito parlare nei quattro anni in cui l’aveva osservato venire torturato.
Aveva anche detto il suo nome.
Il drago di fronte a lui era diverso dall’esistenza che veniva picchiata e che sanguinava a causa delle mazze e delle fruste.
Benché fosse sempre piccolo, quell’esistenza precedentemente torturata si trovava di fronte a lui come una razza superiore.

“Immagino non ti aspettavi che sarei mai tornato?”

Venion non l’avrebbe mai aspettato. Tutto quello a cui aveva pensato era stato come ritrovare il drago e insegnargli una lezione. Era un pensiero folle. Il piede, portato indietro per indietreggiare ancora, iniziò a tremare. Non poteva non farlo.

“C-Cosa… Cosa diavolo sta succedendo?”

L’oscura nebbia rossa si fece più vicina e iniziò a muoversi, a partire dai suoi piedi e raggiungendo la sua gamba. Era come un serpente che si stava attorcigliando su di lui. Tuttavia, non poteva scappare via.

“Piacere di rivederti di nuovo.”

Quel drago che lo stava salutando l’aveva bloccato con il proprio mana. Quella nebbia simile a un serpente raggiunse il collo di Venion.

“Ugh!”

Uno degli scagnozzi grugnì ancora una volta prima di zittirsi.

Hiiiiss.

Il vento assomigliava a un serpente che gli stava sibilando all’orecchio. Venion sembrava molto trasandato al momento, rispetto a come era normalmente.

“N-Noooo!”

La nebbia era poco sotto il suo naso adesso.

Non aveva mai dovuto sopportare una cosa simile prima d’ora. Non poteva fare niente con il corpo paralizzato dalla magia del drago.

La nebbia, di un rosso scuro, gli coprì lentamente naso e volto. Venion provò a trattenere il fiato ma, eventualmente, la nebbia gli entrò nel naso.

Non riusciva a respirare. In quel momento, vide il volto del drago nero nella nebbia.

“Sono molto felice di vederti, Venion Stan.”
“…Ugh!”

Raon riusciva a vedere il suo volto attraverso la nebbia. Il corpo di Venion stava tremando dopo aver assorbito la nebbia leggermente velenosa di On e Hong.
Raon rimosse piano piano il mana che legava Venion.

Plop.

Venion cadde al suolo. Aveva già perso coscienza prima ancora che Raon avesse rimosso il proprio mana.

Raon fissò Venion solo in silenzio. In quel momento, una mano iniziò ad accarezzagli la testa.
Era Cale. Cale aveva usato il Suono del Vento per saltare dal tetto.
Accarezzò la testa di Raon mentre osservava dall’alto Venion.
Sentì la voce di Raon.

“Debole. È così terribilmente debole.”

Cale aveva un sorriso amaro sul volto. Era perché Raon sembrava così arrabbiato. Tuttavia, Cale gli chiese.

“Quindi, vuoi fermarti?”
“No, lo tratterrò nello stesso modo in cui lui ha trattato me.”

Cale accarezzò la testa rotonda di Raon dopo averlo sentito rispondere senza un secondo di esitazione. Si guardò intorno prima di parlare di nuovo.

“Iniziamo.”

Tap, tap.

I gattini, On e Hong, in cima a un edificio vicino, saltarono giù con leggerezza. Non appena lo fecero, On controllò la nebbia in modo da creare un sentiero per Choi Han.

“Stanno tutti aspettando all’entrata del vicolo.”

Cale vide Raon divenire lentamente invisibile e diede un ordine.

“Di loro di venire.”
“Sissignore.”

Due carrozze di piccole dimensioni entrarono nel vicolo e lo occuparono. Una persona uscì fuori da una di queste.

“Mmm, buongiorno, signorino-nim.”
“Eccoli.”

La folle sacerdotessa Cage deglutì guardando gli scagnozzi privi di conoscenza a terra, così come Venion Stan, che Choi Han sollevò da terra.
Non aveva visto cos’era successo in quel vicolo. La nebbia aveva avuto la sua parte, ma questo principalmente perché Choi Han era di fronte al vicolo di guardia.

Vide che i due scagnozzi erano corrucciati anche da svenuti e che Venion era pallido a causa della paura.

“Non abbiamo tempo.”
“Mmm? Ah, sì!”

Tornò in sé al tono serio di Cale e ordinò velocemente alle due persone venute con lei di spostare gli scagnozzi di Venion.

Mentre facevano ciò, andò da Cale, il quale stava per partire con Venion nell’altra carrozza.

“Ricordati, quattro giorni dopo.”
“Sì, è abbastanza tempo.”

Cale, che stava dicendo con confidenza che quattro giorni erano sufficienti, così come Choi Han, che stava lanciando Venion in un angolo, erano calmi. Quello diede a Cage i brividi.

Sembrava diverso dal Cale Henituse che si era fatto avanti per proteggere tutti a castello, così come il signorino che aveva aiutato lei e Taylor. Tuttavia, Cale iniziò presto a sorridere. Doveva agire correttamente per il proprio piano.

“Sì, ho fiducia in lei. Visto che ha deciso la data, se la ricordi, signorino-nim.”

Quattro giorni. Cale pensò a quello che sarebbe successo nei quattro giorni a venire mentre dava una risposta chiara alla sacerdotessa piena di preoccupazione.

“Sì. È impossibile dimenticarsene, quindi la smetta di preoccuparsi. Assolutamente.”

Cale guardò verso Venion mentre proseguiva.

“Ogni giorno sembrerà un anno, quindi non sarà definitivamente in grado di dimenticare.”

Si voltò poi verso Cage e la salutò.

“Allora noi andremo.”
“Ah… sì.”

Non avrebbe mai dimenticato il modo in Cale aveva fissato Venion. Era così spaventoso. Continuò a guardare la carrozza fino a quando non sparì fuori dal vicolo.

‘…Non dovrebbero esserci problemi, visto che ha promesso di non ucciderlo.’

Cale aveva promesso di riconsegnare Venion senza ucciderlo. Cage e Taylor credevano in lui visto che non era il tipo da rompere una promessa e perché lui era la ragione che aveva permesso loro di ideare un piano come quello in primis.

“Dovremmo avere fiducia in lui, visto che abbiamo detto che l’avremmo fatto.”

Cage rafforzò la sua risoluzione. Doveva iniziare a muoversi velocemente a partire da quel giorno.

“Sono tutti sulla carrozza?”
“Sì, signora.”
“Allora andiamo.”

Anche la sua carrozza lasciò il vicolo. Era diretto nella direzione opposta a quella di Cale.

La carrozza di Cale era diretta in direzione opposta al castello del signore feudatario del territorio Stan. Si stava dirigendo verso una zona lussuosa dove i ricchi, i nobili e i cavalieri vivevano.
Le strade erano pulite e tutti gli edifici sembravano raffinati.

Click. Click.

La carrozza che si stava muovendo nella nebbia mattutina si fermò di fronte a una singola residenza. Il cancello si aprì lentamente.

Creeeeak, clunk. La carrozza si diresse sul retro dell’edificio non appena il robusto cancello di ferro si spalancò.

Vi era una porta che conduceva sottoterra in questa residenza apparentemente normale.

“È una bella casa.”

Cale fece un’osservazione scendendo dalla carrozza e guardò verso il carrozziere.
Questi aveva il volto nascosto dal cappuccio.

Il cappuccio si sollevò un poco in risposta a Cale.

“Puoi andare.”

Odeus, l’uomo sotto il cappuccio, si inchinò leggermente prima di dirigersi verso il cancello sul retro della residenza in silenzio e in modo furtivo.
Voleva voltarsi e guardare Cale di nuovo, ma si trattenne.

‘Avevo torto sul suo conto.’

Si era mosso di persona perché Cale gli aveva detto che fosse qualcosa che non poteva lasciare a un suo subordinato. Capiva adesso il perché gli avesse detto di servirlo. Le cose che stavano facendo non erano qualcosa che qualcun altro avrebbe dovuto sapere.

‘Una camera di tortura.’

Era sicuro che Cale fosse famoso per essere una brava persona. Era anche qualcuno pronto a sacrificarsi per gli altri. Tuttavia, quello non era il vero Cale. Anche Choi Han, che era una persona buona, ascoltava gli ordini di Cale.
Odeus pensò a suo nipote, Billos, che aveva espresso l’intenzione di seguire Cale.

Odeus iniziò poi a muoversi velocemente in quanto doveva coprire le tracce di Cale per i prossimi quattro giorni.

“Il problema è che gli sto obbedendo come se fosse normale.”

Odeus mormorò a bassa voce prima di sparire nella nebbia.

Cale aprì la porta che conduceva al sotterraneo non appena Odeus scomparve.

Screeech.

Un rumore agghiacciante si propagò mentre le porta si apriva lentamente.

“Ah, siete arrivati.”

Vide Beacrox vicino alla porta. Beacrox era arrivato qui la sera prima. Figlio dell’assassino, Ron, uno spadaccino e cuoco. Beacrox aveva molti titoli. Tuttavia, quello che stava usando adesso era quello di uno specialista nella tortura.

“Sì. Spostiamolo.”

Choi Han sollevò Venion e si diresse giù. Beacrox lo seguì mentre sbirciava verso il drago nero al fianco di Cale.

Cale fece finta di non accorgersene. Cale gli aveva rivelato l’esistenza di Raon il giorno prima.

L’aveva accettato con facilità.

‘Lo sapevo.’

Beacrox lo aveva accettato non appena Cale gli aveva che era stato Raon a procurar loro il cibo quando stavano viaggiando per la capitale. Tuttavia, aveva qualche problema con quello che stavano facendo, visto che Cale non gli aveva spiegato niente a riguardo di Venion.

‘Ma almeno segue bene gli ordini.’

Beacrox era molto meticoloso nel portare a termine le cose.

Cale si convinse di ciò ancora di più non appena iniziarono a dirigersi nella camera sotterranea.
La stanza era parecchio grande.

“Hai preparato tutto adeguatamente.”

Vi era svariata attrezzatura in una parte della stanza. Beacrox aveva preparato tutto quello. Cale trattenne il fiato osservando quegli strumenti terribili prima di voltarsi verso Raon.

“È lo stesso.”

Raon valutò con calma la stanza. Questa stanza della tortura sotterranea era stata organizzata per sembrare il più possibile come la caverna in cui Raon aveva sofferto nei suoi primi quattro anni di vita.

Choi Han mise Venion su una sedia. Beacrox guardò verso Cale e iniziò a parlare.

“Devo solo lavorare su di lui?”
“Sì.”
“Cosa dovrei fargli?”

Fu Raon a rispondere a quella domanda. Beacrox dovette parlare al drago che era volato fino a lui.

“Restituirò quanto ho sofferto.”
“…Sofferto?”

Beacrox non sapeva la storia di Raon.

“Sì, sono stato abusato per quattro anni, sopportando tortura e percosse giorno dopo giorno. Sono anche stato imprigionato in una caverna. Voglio ottenere vendetta per i quattro anni di sofferenza in questi prossimi quattro giorni.”

La calma voce del bambino di quattro anni fece eco nella stanza. Choi Han si passò le mani sul volto mentre On e Hong non sapevano come comportarsi.

Cale incrociò le braccia e guardò verso Raon. Raon era davvero potente ed eccezionale. Secondo Cale, era difficile parlare con quella calma delle proprie sofferenze come stava facendo Raon.

“Ti farò un breve riassunto di come ho sofferto. Prima di tutto, venivo frustato fino a quando la pelle di questo eccezionale drago non era scorticata.”

Raon spiegò brevemente in dettaglio cosa aveva dovuto sopportare in quei quattro anni. Raon era molto emotivo mentre spiegava tutto ciò a Beacrox, che stava ascoltando attentamente. Voleva ripagare di tutto Venion.

“E continuare a colpire il punto già insanguinato e ferito è la più importante nozione di base.”

Bang!

Raon smise di parlare e guardò verso la fonte di quel rumore.

Cale aveva calciato la sedia su cui si trovava Venion, svenuto. Venion cadde a terra, ma rimase comunque privo di sensi. Quello gli fece pensare a quanto potente fosse il sedativo che Hong aveva usato per avvelenare Venion.

Cale si sistemò la camicia come se non fosse successo niente prima di iniziare a parlare.

“Continua a fare quello che devi.”
“…Capisco, umano.”

Raon tornò a parlare del proprio passato. Descrisse la parte più importante, visto che non aveva abbastanza tempo. Il silenzio invase la stanza non appena finì.

Cale guardò verso Beacrox e iniziò poi a sorridere.
Beacrox aveva preso un paio di guanti bianchi dalla tasca. Ne aveva sempre addosso un paio per non sporcarsi.

“Sembra che si sarà molto sangue.”

Prese poi un altro paio di guanti bianchi e li mise sopra il primo paio. Cale non aveva mai visto o letto di Beacrox che indossava due paia di guanti.

“Beacrox.”
“Sissignore.”

Beacrox guardò verso Cale al suo richiamo.

“Prepara da mangiare prima di iniziare.”
“…Da mangiare?”

Beacrox guardò verso Cale come se fosse impazzito. Tuttavia, Cale indicò Raon. Raon allargò le ali concordando con Cale.

“Raon ha bisogno di qualcosa da mangiare.”
“Quel bastardo mi colpiva mentre mangiava, dicendo che il mio sangue rendeva più facile ingoiare il cibo.”
“…Quello stronzo figlio di…”

Choi Han iniziò a imprecare. Beacrox tirò fuori un altro paio di guanti prima di parlare a Raon e Cale.

“Sembra che io debba preparare un banchetto.”

Quello fece pensare a Cale che Beacrox fosse davvero debole contro l’affetto. Era uno specialista della tortura ma, che fosse con i bambini lupo o Raon, Beacrox sembrava molto debole contro i bambini e l’affetto.

Beacrox fece una domanda mentre andava a preparare il cibo.

“Dovrei invalidarlo?”
“Non ce n’è bisogno.”

Raon rispose.

“Bene. Signorino-nim, anche lei rimarrà qui?”

Mmm. Cale si lasciò scappare un lamento e iniziò a imbronciarsi alla domanda di Beacrox.

‘Non voglio davvero assistere, ma…’

Voleva vivere in pace perché odiava vedere il sangue o le guerre. Tuttavia, questa era un’occasione speciale.

Aveva installato un dispositivo per l’invisibilità nell’angolo. Sarebbero sorti problemi se l’identità di Cale fosse stata rivelata, quindi poteva solo guardare in segreto.

‘Non penso riuscirò a godermi un banchetto mentre guardo una tortura. Dovrei solo bere vino.’

Cale sapeva che sarebbe stato brutale. Probabilmente avrebbe voluto vomitare e arrabbiarsi con Venion. In una situazione come quella, l’alcol era meglio. Cale provò a parlare per chiedere del vino, ma Raon fu più veloce.

“Io capisco, debole umano. Non c’è bisogno di pensarci. Non devi assistere.”
“È vero. Potrebbe essere difficile per lei, signorino-nim.”

Choi Han proseguì dopo Raon e anche Hong e On annuirono con la testa. Cale iniziò a parlare con un’espressione scioccata sul volto.

“Di cosa state parlando?”

Cale accarezzò la testa di Raon prima di passargli accanto.

“Se non assisto io, hai intenzione di farlo da solo?”

Vi erano cose che dovevi vedere non importa quanto fosse difficile. Prese poi una pozione dalla borsa magica e la consegnò a Beacrox.

“Usa la pozione se sembra che stia per morire. A quel punto sarà in grado di resistere tutti e quattro i giorni.”
“Ovviamente.”

Beacrox lo accettò come se fosse naturale. Anzi, erano le risposte di Choi Han e del drago nero che Beacrox non comprendeva.

“Allora vado a prepararmi.”

 

***

 

“Ooo… ugh…”

Venion mugugnò e provò a muoversi. Il suo corpo era pesante. Benché riuscisse a sentire ogni parte del suo corpo, si sentiva come se gli mancasse l’ossigeno.
Tornò presto in sé e provò a capire cosa stesse succedendo.

“Gasp!”

Venion spalancò gli occhi, scioccato. Quello che vide era un banchetto.

Un banchetto così solenne che nemmeno i nobili potevano ammirare molto spesso era di fronte a lui su una tavola altrettanto lussuosa. Il drago nero guardò in basso verso Venion dalla tavola.

Clang!

Venion voltò la testa sentendo il rumore di catene sui propri arti e collo.

“M-Mmm-”

Voleva parlare ma non riusciva a dire niente. Le catene magiche sul suo collo glielo impedivano.

Psssh, bang!

La frusta si stava muovendo sul pavimento. Era un’enorme frusta con pezzi di metallo e vetro incorporati lungo di essa.
Era molto simile alla frusta che era stata usata su Raon.

L’uomo mascherato che l’aveva in mano gli si avvicinò lentamente.

“Inizia.”

Raon diede l’ordine.

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